Pagina:Occhi e nasi.djvu/112

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— Scusi.... — domanda allo scolare il povero autore, serbando il più stretto incognito — scusi: che lo conosce lei l’autore?

— No.

— O allora come fa a dire che è un citrullo?

— Me Io figuro! Un uomo che scrive una commedia in cinque atti, non può essere nulla di buono — risponde lo scolare; e seguitando a mangiare una fetta di migliaccio, che tiene in mano, se ne va tranquillamente pe’ fatti suoi.


Cosa incredibile ma vera! l’autore novellino,se passeggia per la città il giorno della recita della sua commedia, si volta sospettoso di qua e di là, e finisce col mettersi in capo che tutti lo guardino.

— Ma che proprio sappiano che io sono l’autore della commedia di stasera? — chiede a se stesso. Non avrei mai creduto di esser conosciuto da tanta gente!—

Un altro segno particolare: l’autore drammatico, in quei giorni che sta per mettere in scena un suo lavoro, è garbatissimo con tutti: saluta tutti, ha un sorriso per tutti, si cava magari il cappello a tutti e stringe la mano a tutti, anche al tavoleggiante del Caffè, anche al cameriere della Trattoria, anche al creditore che gli ha fatto la porcheria di richiedergli i denari prestati.

Il giorno della recita va a tavola, all'ora del