Pagina:Occhi e nasi.djvu/149

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 148 —

grafia di una donna calma di vostra conoscenza, e se il ritratto è fatto bene davvero, arriverete fino a dire: «il ritratto somigliantissimo: ma non è lei! ci manca qualcosa!...».

Quanto a Vittorio, era un bell’uomo per le donne, e un tipo comune per l’occhio dell’artista. Sempre elegante, sempre attillato, sempre potato e rimondato, come un giardinetto inglese, il più bel complimento che tu potessi fargli era quello di chiamarlo un vero figurino di Parigi. A lui questo complimento sonava bene e te ne restava gratissimo: un altro, invece, ti avrebbe mandato i padrini fino a casa!

Demetrio, il marito di Laura, poteva dirsi il rovescio della medaglia.

Buon uomo e pieno di buona volontà, si occupava un po’ di tutto, fuori che del sarto e del parrucchiere.

Non era di quegli uomini che si vestono, ma piuttosto di quelli che si lasciano vestire. Ogni soprabito gli andava bene, purchè non fosse nè tanto stretto da levargli il respiro nè tanto largo da perderlo per la strada.

Nella sua vita esemplarissima aveva un solo difetto: stabaccava; e nello stabaccare, aveva insegnato alla canna del suo naso a emettere certi suoni e certi vocalizzi inarmonici, che non si trovano scritti in nessun libro di classica e decente armonia.

Uomo di principj costituzionali e di opinioni moderatissime, si lavava le mani e il viso tutti giorni, ma adoperava il sapone, solamente il