Pagina:Occhi e nasi.djvu/195

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Eccellenza! Se qui non mettiamo un tappo alla rotta dell’argine, con tutto questo straripamento continuo di leggi obbligatorie, finiremo un giorno o l’altro coll’affogare la nostra vantata libertà, quella libertà che ci costa tanti quattrini e che ancora, Dio ci liberi tutti! non è finita di pagare.

Guardi che litania prolissa! Obbligatorio il far da giurati, obbligatorio il servizio militare, obbligatorio il pagamento delle tasse, obbligatorio il far da membro (frase indecorosa e quasi avvilitiva) nelle Commissioni di sindacato, e per giunta obbligatoria anche l’istruzione elementare. Che si celia! In mezzo a tutta questa farragine d’obblighi, è grazia di Dio se al libero cittadino rimangono appena cinque minuti di tempo, tanto per fare una gita alpinistica sul Monte di Pietà in cerca di un orologio allo stato fossile e di un paio di lenzuoli cristallizzati.

Eppoi ci sia lecito domandare: perchè usare questa prepotenza sui poveri analfabeti! Gli analfabeti, tempo fa, si contarono, e l’abbaco della statistica governativa fece vedere che raggiungevano la rispettabile cifra di diciassette milioni. Tanto valeva aver dimostrato che le persone istruite rappresentavano in tutto il Regno appena appena un terzo dell’intera popolazione.

Com’è dunque che i meno pretendono di tiranneggiare e d’imporre la loro volontà ai più?

Rammentiamoci, Eccellenza, che il principio universalmente accettato del rispetto dovuto alle maggioranze è la pietra angolare sulla quale