Pagina:Occhi e nasi.djvu/212

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 211 —

nali ci vuole più talento a venderli che a scriverli.

— Ma insomma ti dànno tanto da mangiare.

— Da mangiare, no: da bere appena.

— Vale a dire che te li bevi tutti!

— Che vuoi che faccia? Ho sentito dir sempre che la vita è un sorso.... Dunque beviamola!

— E anche stasera, se il lunario dice il vero, tu hai alzato un tantino il gomito.

— Nè me ne pento. Dio benedetto ha dato il gomito all’uomo per poterlo alzare a tavola. Se no, a che servirebbero i gomiti? a consumare le maniche dei vestiti. —

A questo punto Pistagna, riscaldandosi e gesticolando, urta nel bicchiere del ponce che ha davanti, e se lo rovescia tutto addosso.

— Dio!... — E sta lì lì per dire qualche cosa di grosso: ma poi si ripiglia in tempo e chinandosi verso il vostro orecchio, domanda sottovoce:

— Scusi; per caso, che sarebbe anche lei di quelli della «Società orchestrale contro la bestemmia?»

— Neanche per sogno.

— Sicchè allora la posso dire? —

E difatti la dice: e dopo averla detta, fa un gran sospirone e brontola fra i denti:

— Ne avevo proprio bisogno! Eppure anche questa l’è una bella prepotenza!

— Cioè?

— Di dire che un libero cittadino non sarà più padrone di bestemmiare, neanche se gli fa