Pagina:Occhi e nasi.djvu/213

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 212 —

bene alla salute. O allora per chi s’è fatta l’Italia? Poeri quattrini spesi bene!...

— Peraltro, converrai meco che la bestemmia è una brutta cosa.

— Bruttissima, ma fa un gran comodo. In certi momenti, bisogna che ne convenga anche lei, il moccolo è il vero amico dell’uomo!

— Ma quando tu bestemmi, offendi per lo meno la Divinità.

— Chi ci ha mai pensato? Io con la Divinità non ho avuto mai nulla da spartire. Ognun per sè e Dio per tutti, come dice il proverbio. Del resto, in casa mia s’è bestemmiato sempre; e io da buon figliuolo, seguiterò l’esempio degl’avi, perchè per me, l’uomo che rinnega la religione de’ suoi padri sarà sempre un vile!

— Levami una curiosità: che sugo ci trovi a bestemmiare?

— A me la lo domanda? Sarebbe come domandare a un fiaccherajo, che sugo c’è a pigliarsela con Sant’Antonio. Ebbene, la levi Sant’Antonio ai fiaccheraj, gli è lo stesso che levagli il pan di bocca. Se non ci fosse Sant’Antonio, con chi vuole che se la pigliasse un povero fiaccherajo, quando gli casca il cavallo, o gli dà balta il legno? Almeno, in una disgrazia, il fiaccherajo sa che c’è un santo da poterlo trattar male e lo tratta peggio di un pellajo: tanto più che Sant’Antonio, per il suo incomodo di un santo, non può nemmeno rispondere nè alzare le mani. Motivo per cui, io dico sempre al mi’ figliuolo: