Pagina:Odi di Pindaro (Romagnoli) I.djvu/270

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ODE PITIA V 233


gli antenoridi Troiani, gente
vaga di guerre: venner con Elena,
quando la patria videro in guerra fumar distrutta.


Epodo

E questa equestre gente sollecita, con sacrifizi,
con doni accolse le nuove turbe
cui su le celeri
navi Aristotele guidò, schiudendo
la via del pelago profondo, e i chiostri
dei Numi rese più ampi: a lui
le salutifere pompe apollinee
debbon la dritta strada, dai lastrici
sodi allo scalpito
dei corridori. Quivi in disparte
ei giace, ai limiti di questa piazza.

IV


Strofe

Sopra la terra beato ei visse:
eroe fu poscia, culto dal popolo.
E a parte giacciono
gli altri sovrani sacri, che ottennero
sepolcro innanzi
la reggia; e sentono
col cuor defunto la somma loro
virtù di molle
rugiada aspersa dalla profluvie
degl’inni: onore per essi, debita