Pagina:Odi e inni.djvu/223

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LA PICCOZZA. Fu pubblicata il settembre del 1900, nelle nozze di Margherita figlia del conte G. Codronchi Argeli. Niente di meno adatto, che questa ode, io poteva offrire a quel personaggio, che in vero, ministro per breve tempo dell’istruzione, mi aveva nominato professore di lettere latine nell’università di Messina. Egli, se mai altri, mi aveva pôrta la valida mano per salire: quella volta io non aveva fatto da me!

Però, anche in un altro senso io non aveva fatto da me: non avevo chiesto. Qualche giorno prima della nomina il nuovo ministro mi aveva detto battendo su qualche mio volume che teneva sul banco: Io la conosco. Era un ministro che leggeva e sapeva, il buono e fiero gentiluomo di Romagna, nella cui casa ogni studio liberale ha degno luogo.

Io dunque devo quel mio decisivo promovimento a questa nobile consuetudine che non è ancora cessata nei nostri uomini di stato, e che fu ed è di molti d’ogni regione, ma forse più particolarmente di romagnoli marchigiani e toscani. Ricordo, per citare un esempio di viventi e uno per ognuna di queste regioni, Gaspare Finali, Filippo Mariotti e... (affronto la taccia di adulazione per ricordare a colui che dirò, che anche la scuola italiana da lui aspetta non poco) Sydney Sonnino. Ma la consuetudine dei buoni studi non sarebbe