Pagina:Odi e inni.djvu/232

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206 note

derono il libro; e tuttavia divinarono assai le circostanze eroiche del viaggio: una, no; e me ne duole. Io aveva imaginato che la bandiera italiana fosse dal Com. Cagni lasciata là dove egli la piantò; sì che andando alla deriva potesse arrivare al polo. Invece, no; fu riportata. Mancò, mi pare, un verso a quel poeta, quale si rivela nei fatti e nei detti il nostro giovane comandante!

ALLE BATTERIE SICILIANE. Fu composto per l’inaugurazione in Messina del monumento ALLA BATTERIA MASOTTO (ma perchè non all’altra, eroica del pari, Bianchini?), opera del Buemi. Consiste in un bellissimo gruppo collocato sul mare avanti l’Aspromonte, d’un giovane soldato che difende col moschetto il cannone. Un ufficiale cade, un altro è caduto. I gridi insieme! insieme! ammazza! ammazza! sono veramente i gridi di battaglia degli Amhara e dei Galla.

L’ambessa è il leone, l’hellelta è un grido di gioia e trionfo descritto dal Martini come un qualcosa di mezzo tra il nitrito e il chicchiricchì, Vedi a pag. 57.

ALLE KURSISTKI. Le KURSISTKI sono le studentesse.

L’ANTICA MADRE. Fu musicato dal valentissimo Giovanni Zagari, e cantato da un coro di studenti, nelle feste centenarie dell’Università di Messina.

IL POPE. Gapony, dicono, è... Non pensiamo a quel che possa essere ora quegli che male sopravisse alla strage del popolo guidato e incorato da lui. Il poeta sbagliò, come tanti altri sbagliarono, come sbagliarono i fucili cosacchi. Avrà sbagliato il poeta anche nella profezia con la quale l’inno si conclude? No.