Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/205

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La ratta nave folgorando sciolse.
Tutti morti ne furo i miei compagni:320
Ma io, con ambe mani alla carena
Della nave abbracciatomi, per nove
Giorni fui trasportato, e nella fosca
Decima notte all’isoletta spinto
Della Dea, che m’accolse, e amicamente325
Mi trattava, e nodriva, e promettea
Da morte assicurarmi, e da vecchiezza:
Nè però il cor mi piegò mai nel petto.
Sette anni interi io mi vedea con lei,
E di perenni lagrime i divini330
Panni bagnava, che mi porse in dono.
Ma tosto che l’ottavo anno si volse,
La Diva, o fosse imperïal messaggio
Del figliuol di Saturno, o di lei stessa
Mutamento improvviso, alle mie case335
Ritornar confortavami. Su travi
Da multiplici nodi in un congiunte
Con molti doni accommiatommi: pane
Candido, e dolce vin diemmi, e odorate
Vesti vestimmi, e, ad incresparmi il mare,340
Un placido mandò vento innocente.
Io dieci vïaggiava e sette giorni
Su le liquide strade. Al nuovo albore