Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/369

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354 odissea

Fosser gli avanzi della nave. Al fine
Dopo un lungo desio vennero a galla.570
Nella stagion, che il giudicante, sciolte
Varie di caldi giovani contese,
Sorge dal foro, e per cenar s’avvia,
Dell’onde usciro i sospirati avanzi.
Le braccia apersi allora, e mi lasciai575
Giù piombar con gran tonfo all’onde in mezzo,
Non lunge da que’ legni; a cui m’assisi
Di sopra, e delle man remi io mi feci.
Ma degli uomini il padre, e de’ Celesti
Di rivedermi non permise a Scilla:580
Chè toccata sariami orrida morte.
Per nove dì mi trabalzava il fiotto,
E la decima notte i Dei sul lido
Mi gettâr dell’Ogigia isola, dove
Calipso alberga, la divina Ninfa,585
Che raccoglieami amica, e in molte guise
Mi confortava. Perchè ciò ti narro?
Tai cose, Alcinoo illustre, ieri le udivi,
Le udia con teco la tua casta donna,
E ciò ridir, ch’io dissi, a me non torna.590



fine del primo volume.