Pagina:Ojetti - Mio figlio ferroviere.djvu/190

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moltiplicare queste rivolte ed esasperare il pubblico. La spesa, a duecento lire per volta, sarebbe stata per le organizzazioni lievissima. — La rivoluzione nasce dal malcontento. — Dal malcontento contro chi? – chiese il deputato con la barba bianca, senza guardare l’interlocutore. — Contro il regime borghese. — Ma il regime borghese i treni cercherebbe di farli andare regolarissimamente. Il malcontento sarà contro i ferrovieri. — Quando i ferrovieri saranno padroni delle ferrovie.... — Tu sei ferroviere? — No, io sono maestro di scuola. — Si vede che sei abituato a parlare ai ragazzi. — Non fate i padreterni voi di Reggio, chè finirete a restare soli con le sante memorie. — Magari domani, figliolo mio. — Ma che figliolo! Se dovessi scegliermi un padre me lo sceglierei.... — Russo. — Russo, russo. Centomila volte meglio l’ultimo dei mugicche russi che il primo di voi altri intellettualoni svaniti. — Grazie. — Hai voluto sapere il mio pensiero. Te l’ho detto. Ma non riusciva più a mangiare e respingeva il piatto con disdegno, tutto distratto a masticarsi l’ira. Il vecchio deputato ribatteva tranquillo: —