Pagina:Ojetti - Mio figlio ferroviere.djvu/85

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del Lavoro la riunione presieduta dal mio ospite giocondo aveva deliberato lo sciopero di ventiquattr’ore dei postelegrafonici per solidarietà col portalettere ferito all’alluce del piede, e dei contadini per solidarietà col capolega ferito al cappello. Anche il prefetto sapeva del pranzo e tirandomi da parte mi chiedeva ansioso: – L’onorevole Mastiotti che ha detto di me? È soddisfatto? Aspettai che fosse ben passata la mezzanotte per tornare qui a casa e andai difilato in camera da letto. Mia moglie sfinita ma soddisfatta si stava spogliando. — Giacinta, che è questo puzzo di cognac? — Che vuoi, quella povera donna soffre tanto di stomaco che, quando siete usciti, m’ha chiesto un po’ di cognac e l’ho mandato a prendere giù da te. — Sia fatta la volontà di Dio. Quanto n’ha bevuto? — Si torceva, poveretta. Ma con tre o quattro bicchierini, piano piano s’è calmata, s’è accomodata sulla poltrona, e quando il marito è tornato a prenderla, dormiva.