Pagina:Olanda.djvu/14

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2 l’olanda.

derio di sapere qualche cosa intorno alla formazione di questo singolare paese; e siccome quello che ne seppi mi determinò a fare il libro, lo scrivo qui, colla speranza che possa determinare altri a leggerlo.

Di un paese che non si conosce, si suol fare a chi lo vide questa domanda: — Che paese è?

Che paese sia l’Olanda l’hanno detto molti in poche parole.

Napoleone disse ch’è un’alluvione di fiumi francesi, — il Reno, la Schelda e la Mosa, — e con questo pretesto l’aggregò all’Impero. Uno scrittore la definì una sorta di transazione fra la terra e il mare. Un altro, un’immensa crosta di terra che galleggia sulle acque. Altri, un annesso del vecchio continente, la China dell’Europa, la fine della terra e il principio dell’oceano, una smisurata zattera di fango e di sabbia; e Filippo II — il paese più vicino all’inferno.

Ma sur un concetto furon tutti d’accordo, e lo espressero tutti colle stesse parole: — L’Olanda è una conquista dell’uomo sul mare, — è un paese artificiale, — lo fecero gli Olandesi, — esiste perchè gli Olandesi lo conservano, — sparirebbe se gli Olandesi lo abbandonassero.

Per rendersi ragione di questa verità, bisogna raffigurarsi l’Olanda com’era quando andarono ad abitarla le prime tribù germaniche che erravano in cerca di una patria.

L’Olanda era un paese quasi inabitabile. Eran