Pagina:Olanda.djvu/24

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12 l’olanda.

i carri e le carrozze. E anche qui l’Olanda ha fatto dei lavori giganteschi, come il canale Guglielmo nel Brabante settentrionale, il canale che congiunge Amsterdam, attraversando tutta la Nord-Olanda, col mare del Nord, lungo più di ottanta chilometri e largo più di trenta metri; il nuovo canale che congiungerà Amsterdam col mare attraversando le dune, e sarà il più largo canale d’Europa; e un altro non meno grande che congiungerà il mare colla città di Rotterdam. I canali sono le vene dell’Olanda e l’acqua è il suo sangue.

Ma anche senza badare ai canali, ai prosciugamenti dei laghi e alle opere di difesa, percorrendo l’Olanda si vedono da ogni parte le traccie d’un lavoro meraviglioso. Il terreno, che in altri paesi è un dono della natura, là è un’opera dell’industria. L’Olanda tirò la maggior parte delle sue ricchezze dal commercio; ma prima del commercio dovette far fruttare la terra; la terra non c’era; dovette crearla. Erano banchi di sabbia, interrotti da strati di torba, dune che il vento smuoveva e spandeva per il paese, grandi spazi di terreno lotoso che parevan condannati a una sterilità eterna. Mancavano i primi elementi dell’industria, il ferro e il carbone; mancava il legno, poichè le foreste eran già state distrutte dalle tempeste quando sorse l’agricoltura; mancavano le pietre, mancavano i metalli. La natura, come dice un poeta olandese, aveva rifiutato all’Olanda tutti i suoi doni; gli Olandesi dovettero far tutto a dispetto della natura. Comincia-