Pagina:Olanda.djvu/399

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HELDER. 387

della diga, trasformarono il villaggio in città. Osservando il tratto di mare compreso fra quell'isola e la riva olandese, Napoleone concepì l'idea di fare di Helder «la Gibilterra del Nord» e cominciò coll’ordinare la costruzione di due forti, uno chiamato allora Lasalle, ed ora Principe Ereditario, e l’altro Re di Roma, ora ammiraglio Dirk. Gli avvenimenti non gli permisero di mandare ad effetto il suo grandioso disegno; ma l’opera rapidamente incominciata da lui, fu lentamente proseguita dagli Olandesi a segno che Helder è ora la prima città forte dello Stato, capace di trentamila difensori, atta ad impedire a una flotta l’entrata nel canale del Nord e nel Golfo di Zuiderzee, e oltre che difesa a una grande distanza da un baluardo di scogli e di banchi di sabbia, fortificata in maniera da potere, in casi estremi, inondare tutta la provincia che le si stende alle spalle.

Ma lasciando anche da parte la sua importanza strategica, Helder è una città degna d’esser veduta per il suo carattere anfibio, che lascia sempre dubbiosi d’essere sul continente o sopra un gruppo di scogli e d’isolette mille miglia lontano dalla costa europea. In qualunque verso si cammini, si riesce in vista del mare. La città è attraversata e circondata da canali grandi come fiumi, che gli abitanti passano sulle zattere. Dietro la gran diga v’è una lunga distesa d’acqua stagnante che s’alza e s’abbassa colla marea, come se comunicasse col mare per via sotterranea. Da tutte le parti corre acqua, prigioniera,