Pagina:Omero - L'Odissea (Romagnoli) I.djvu/122

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CANTO IV 59



     A Lacedèmone giunser cosí, ne la valle rocciosa,
ed alla casa del re Menelao guidarono il cocchio.
E lo trovaron che a molti congiunti un banchetto di nozze
d’un figlio e d’una figlia purissima offria ne la reggia.
Questa mandata aveva d’Achille fortissimo al figlio:
ché primamente in Troia promesso egli aveva e assentito
ch’egli l’avesse: ed ora compievano i Numi le nozze.
E dunque l’inviava quel dí, con cavalli e con carri,
alla città dei Mirmidoni, ond’era signore lo sposo.
Pel figlio poi, da Sparta la figlia d’Alèttore sposa
prescelta avea: ché nato di schiava era il pio Megapente,
unico maschio: un figlio non diedero ad Elena i Numi,
dal giorno ch’ella die’ la vita a la bella Ermiòne,
la giovinetta, pari d’aspetto a la diva Afrodite.
Nella gran reggia eccelsa cosí banchettavano quelli.
E Telemaco prode, col figlio di Nestore bello,
giunti dinanzi al vestibolo, entrambi coi loro cavalli,
stettero. E, fattosi innanzi, li vide Eteóne, ministro
fido di re Menelao, che ai servi attendeva zelante;