Pagina:Omero - L'Odissea (Romagnoli) I.djvu/185

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122 ODISSEA

e questa prece di Giove possente a la figlia rivolse:
«Odimi adesso, o figlia di Giove, indomabile Dea,
porgimi ascolto, se ascolto nel pelago tu non mi desti,
quando l’Ènosigeo in’andava sbattendo tra i flutti:
dammi che ispiri pietà, che giunga diletto ai Feaci».
     Cosí dicea pregando. L’udí l’occhicerula Diva,
ma non ancora innanzi gli apparve: ché troppo temeva
l’ira del re dei marosi, che fermo il suo sdegno mantenne
contro il divino Ulisse, sin ch’ei non fu giunto alla patria.