Pagina:Opere (Dossi) I.djvu/18

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preludio xi

contatto umano, diffidente com’era, più che degli altri, di sè, e timoroso sempre che a lui vivo avvenisse quel che nella sua Vita di Alberto Pisani temeva il suo eroe innamorato di donna Claudia Salis: che, cioè, “presentandosi, perderebbe ad un tratto quel fil sottile di amore, che con sì grande fatlea avea giunto, e dopo tanto desio„. Ma, chiuso come si teneva, continuava a scrivere, il che era la sua maniera di vivere; ed ecco nel 1867 altro suo racconto, soltanto suo stavolta: Per me si va tra la perduta gente1; ed altri, cominciati e non finiti: Erano giunti al pianerottolo dello scalone, Il mio merlo, L’amore è prurito, Zolfanelli alla prova.

Ma il 1867 era di più, assai di più, l’anno di nascita della Palestra Letteraria Artistica Scientifica. La quale, come in quei primi vagiti letterarii il volume che, secondo la scelta fatta ora da Carlo Dossi, meritava d’inaugurare questa edizione, aveva avuto anch’essa i suoi predecessori in un giornalismo infantile, iniziato nel 1863 con La trombetta, due o tre numeri scritti a mano dal Dossi e dal fratellino, che li vendevamo ai parenti ed agli amici di casa a cinquanta centesimi il numero, e di cui, ahimè, non si son potute trovare più copie; poi trasformati in un Giornale per le famiglie, di cui non fu scritto che un numero, che però conteneva — nientemeno! — articoli sopra La convenzione (di settembre), Lumi sull’antica scrittura egizia, seguiti da una grammatica, un Progetto d’imposta lucrosissima allo Stato, Lettere chinesi, Enigma, Sciarada, Rebus, Annunci, tutta roba in cui la prosopopea infantile annegava in una satira spontanea, in un umo-


  1. Per voto: alla defunta mia nonna. 100 copie. Tipografia A. Lombardi.