Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/184

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184 Le Odi di Orazio


O Lollio, impune occupi il livido
    Oblio. Tu esperto del mondo e provvido
        Un animo accogli, e ne’ tempi
        36O secondi o sinistri diritto;

D’avare frodi vindice, sobrio
    Dell’or che trae tutto a sè. Console
        Non già d’un sol anno, ogni volta
        40Che fu giudice buono e fedele,

Sempre all’onesto pospose l’utile;
    Respinse i doni de’ ribaldi uomini
        Con alto cipiglio, e vincente
        44Spiegò l’armi fra turbe nemiche.

Non chi possiede molto ti è lecito
    Chiamar beato: quei sol ben merita
        Di beato il nome, che usare
        48Degli Dei saggiamente sa i doni;

Quei che la dura povertà tollera,
    Più che di morte, di colpa timido;
        Non ei per gli amici diletti,
        52Per la patria morire paventa.