Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/303

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Jo 303

Del Caucaso la cima, ardua del cielo
     Colonna, ansando ascesi:
     Sorgea la sera da le valli, e un cerulo
     95Vapore, un grigio velo
     Su’ verdi campi e le perpetue nevi
     Diffondea pensierosa a poco a poco:
     Sol di vermiglio foco
     Ne la crescente oscurità vedevi
     100Le immani alpi risplendere
     Come delubri accesi,
     Poi lente ad una ad una
     Vanir nell’ombra e. accendersi
     Di nuovo a un tratto e fiammeggiar ciascuna
105Non là forse eri tu? Susurri strani
     Pe ’l mistero infinito
     Sorgean su dalle cose, e i fiori e l’anime
     Sospiravan: Domani!
     parola di vita, a me soltanto
     110Non mentirai! Col sacro auspicio in petto
     Il meotico stretto
     Varco pedestre, Asia trascorro, il tanto
     Bramato suol canopio
     Già premo; al vacuo lito
     115Prostrata ecco protendo
     Le braccia, e muta in lagrime
     La pace almen, se non le nozze, attendo.