Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/94

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94 Le Odi di Orazio


Recherà ad ambi l’esizio. Perfido
    Voto non dissi: quando precedermi
        Tu debba, andremo, andrem compagni
        12Preparati al viaggio supremo.

Me non dell’ignea Chimera l’alito,
    Me, se risorga, non Gea centímane
        Da te sverrà mai: così piace
        16A Giustizia possente, alle Parche.

O che la Libra o il formidabile
    Scorpion me guardi, segno infaustissimo
        All’ora natale, od il Capro
        20Che dell’onda d’Esperia è tiranno,

La nostra stella con indicibile
    Modo cospira. Te la custodia
        Del fulgido Giove a Saturno
        24Empio tolse e del fato imminente

Ritardò l’ale: denso a te il popolo
    Lieto in teatro scoppiò in applausi
        Tre volte; me un tronco, cadente
        28Sul mio capo, uccideva, se il colpo