Ma il Gallo più veloce, ch’io non dico, In men tempo che voi non diceste ecco, 255Si fece forte contro al suo nemico.
Volsono i Galli di Romagna il becco Verso Milan per soccorrere i suoi, 258Lasciando il Papa, e ’l Valentino in secco.
E perchè il Gallo ne portasse poi, Come portò la palma con l’ulivo, 261Non mancaste anche a darli ajuto voi.
Onde che ’l Moro d’ogni ajuto privo Venne a Mortara co’ Galli alle mani, 264E ginne in Francia misero, e cattivo.
Ascanio suo fratel di bocca a’ cani Sendo scampato, per maggior oltraggio 267La lealtà provò de’ Viniziani.
Volsero i Galli dipoi far passaggio Ne’ terren vostri, sol per isforzare, 270E ridurre i Pisani a darvi omaggio.
Così vennero avanti, e nel passare, Che fece con sue genti Beumonte, 273Trasse alla Lega più di un mascellare;
E come furon co’ Pisani a fronte, Pien di confusion, di timor cinti, 276Non dimostrorno già lor forze pronte.
Ma dipartirsi quasi rotti, e tinti Di gran vergogna, e conobbesi il vero, 279Come i Francesi possono esser vinti.
Nè fu caso a passarlo di leggiero; Perchè se fece voi vili, ed abietti, 282Fu a’ Franzesi il primo vitupero.
Nè voi di colpa rimaneste netti, Però che il Gallo ricoprir volea 285La sua vergogna cogli altrui difetti.