Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/447

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tra le rifece belle e fortissime. Ivi edificò pure i castelli Alusto e Gorzubitese; ma principalmente fortificò Bosporo, che i barbari, stata in addietro infesta e ridotta in potere degli Unni, aveano consegnata in mano de’ Romani. In quelle parti v’è Dori, paese marittimo, dove dal tempo antico abitano que’Goti, che non seguirono Teodorico, quando egli andò alla impresa d’Italia: di loro spontanea volontà ivi rimasti, ed anche a questa età socii de’ Romani, e, quando piace all’Imperadore, uniti a’ Romani nelle spedizioni militari. Sono tre mila, ottimi guerrieri, e valenti agricoltori, e fra tutti gli uomini, cultori eccellentissimi di ospitalità. Questa contrada Dori è paese alto, nè però per questo aspro e sterile; ma buono e produttor ferace di ottime biade. Nè l’Imperatore ebbe a fabbricarvi nè castelli, nè città, o borghi, perchè gli abitanti non soffrono di viver rinchiusi entro mura, essendo loro piacere l’abitare unicamente in aperta campagna. Dove per altro poteva presumersi facilità di penetrare in paese, ne serrò gli aditi con lunghi muraglioni; e que’ Goti di tale maniera pose a coperto dalle invasioni nemiche. Ma di ciò basti.

Traci sono quelli che abitano Anchialo, città marittima sul lido del Ponto Eussino. Naturalmente cadrebbe a proposito il parlare di essa descrivendo la Tracia; ma come noi siamo condotti a dire di quanto l’Imperator nostro edificò sulle spiagge del Ponto Eussino, viene in acconcio l’esporre le fabbriche ch’egli fece in Anchialo. Non lungi da questa città hannovi sorgenti d’acque calde, le quali somministrano spontaneamente agli abitanti de’bagni. Gli antecedenti imperatori trascurarono di