Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/471

Da Wikisource.

431

piantati due castelli sopra entrambe le rive: quello che era sulla riva opposta fu chiamato di Teodora; e l’altro posto nella Dacia, con nome latino fu detto Ponte. E perchè pei rottami, e i fondamenti del ponte il fiume soffre impedimento da rendersi affatto innavigabile, vien costretto a mutar corso; indi a ritornare nel suo alveo, e a sostenervi le navi. Per antichità ed opera de’ Barbari ruinati i due castelli, Giustiniano Augusto con nuova e robustissima fabbrica rifece quello chiamato il Ponte posto sulla sponda destra; e mise da quella parte in sicuro gl’Illirii. Quello poi di Teodora, che era sulla sponda sinistra, trascurò, come quello che era esposto ai Barbari colà stanziati. Dopo questo castello di Ponte cosi ristaurato, altri luoghi forti nuovi ivi da lui eretti sono, Mareburgo, Susiana, Armata, Timena, Teodoropoli, Stiliburgo, ed Alicaniburgo.

È ivi presso una città detta Alle-Acque, una cui modica parte rovinata l’Imperadore rialzò. Poscia Borgonovore, Laccoburgo, e il castello di Dortico, dal tempo diroccato, ristaurò, e ne fece una fortissima rocca; ed una torre detta il Giudeo, di forma tanto e d’ogni maniera accrebbe, che merita di essere detta, ed è in sostanza veramente un egregio castello. Così Borgo alto, dianzi abbandonato, e affatto vuoto di gente, e Combe parimente, cinse di mura; e riedificò la rocca di Crispa da lungo tempo tutta guasta, e Longiniana, e Pauteserio, ove fece fare eccellenti opere; e ristaurò pure le torri, e i merli rovinati di Bononia, e di Novo; e tutte le cadenti fortificazioni della città di Raziaria; ed altri molti luoghi od ampliò se erano troppo piccoli,