Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/499

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bellisce: ma quel fiume non si passa che sopra un ponte solo, la massima parte del quale per vetustà crollava tanto, che minaccioso di caduta additava la morte a chi lo passava: per lo che, ciò che in addietro era stato fatto per salute degli uomini, la infingardaggine de’ prefetti avea volto in cagione di grave pericolo e di giusto timore. Adunque quanto v’era di sconcio l’Imperador nostro con grande studio rifece; e restituì la solidità al ponte, la sicurezza ai passeggieri, il decoro alla città; cose tutte, che una volta il fiume offeriva, e che erano poi smarrite.

Dopo Mopsuestia v’ha Adana che dalla parte di levante bagna il fiume Saro, proveniente dai monti dell’Armenia. E perché quel fiume é navigabile, né ha guado ove i pedoni possano passarlo, una volta fu sopra esso costrutto un grande ed insigne ponte di questo modo. In molte parti del fiume sorgono dal suolo grossi piloni fatti di enormi pietre. La serie di questi piloni occupa tutta la larghezza del fiume, e sono più alti assai del medesimo. Due arcate s’alzano sopra ognuno di essi, posanti nel loro mezzo. Or que’ piloni nella parte in cui contra essi batte l’acqua, e ai gagliardissimi flutti resistono, erano pel lunghissimo tratto di tempo così guasti, che pareva dovere in breve tutto il ponte precipitare nel fiume; e perciò nessuno si poneva a passarlo senza pregare che Dio tenesse il ponte saldo per quel brevissimo tempo, che a lui occorreva. Giustiniano avendo fatto scavare un nuovo alveo, per quello voltò temporariamente il fiume; poi data mano ai piloni liberati dall’acqua, tutta quella parte, che n’era guasta, levò, e senza ri-