Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/50

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procedere contraddittorio, ben più fondata sarebbe l’imputazione di questo vizio applicandola all’Eiscelio medesimo. E perché non ha tolto a difendere l’onore di Belisario e di Antonina, che pur sono anch’essi di assai riprovevoli cose accusati da Procopio? Perchè non ha giustificata Teodora? Fu Belisario prudente uomo, come valentissimo capitano? Fu modesta, fu casta, fu virtuosa donna Antonina? E se l’uno e l’altra furono tali, perché l’Eiscelio non è sorto a smentire Procopio? Io non gli domanderò se Teodora fosse donna santissima. Dirò bene, che se non fu tale, come sarà stato santissimo Giustiniano, che non contento di avere sì vigliaccamente offesa la imperiale dignità, e il pubblico pudore, quell’avanzo infame di postribolo menando al suo talamo, ebbe inoltre la insensatezza di associarla al governo dello Stato, e di permetterle ogni genere di violenza e d’iniquità, e il favore della fazione da esso lui detestata, e quello perfino della setta religiosa che egli perseguitava? Non è Procopio solo che ei dipinga il superbo, crudele e tirannico cuore di quella, che Giustiniano sfacciatamente, o insensatamente, proclama datagli per divin beneficio a compagna della vita, e a consigliera ne’più alti affari del pubblico reggimento. Che sapienza adunque, che virtù in un Imperadore che si avvilisce a tal segno? Il furore insensato dell’Eiscelio sale a tanto, che tutto ciò che tiene a intolleranza, a