Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/61

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lunga è la serie di codesti Scrittori, e molti hanno somministrati passi, coi quali nelle Note aggiunte si è illustrata e confermata la Storia segreta. Io mi restringerò qui alla citazione di pochi. Per esempio Esichio milesio mette in derisione l’animo leggiero di Giustiniano, il quale prestava fede alle adulazioni di Triboniano, giunto sfacciatamente a dire a quell’Imperadore, che sarebbe stato in fine rapito in cielo, anzichè cedere nella via comune al destino di tutti gli altri uomini. Ed Esichio intanto delle fraudi e delle fallacie di Giustiniano scrisse assai più a lungo, che non facesse forse Procopio nella sua Storia segreta. — Menandro Protettore racconta come Giustiniano venuto vecchio, sì di forze e d’animo illanguidì, che l’Imperio romano fece tributario non solo de’ Persiani, ma degli Unni ancora, e de’ Sarmeni, e de’ Cortigarii, e d’altri barbari. — Agazia mirrineo le arti espone, ed allega le lettere, colle quali Giustiniano eccitò tra loro a discordie e a guerre i Capi degli Unni, onde quella numerosa nazione venne a distruggersi. Nè tacque le rapine de’ patrimonii, e delle eredità, con che tante opulentissime famiglie mandò in piena ruina. Delle rapine di Giustiniano parlò chiaramente Corrippo, cattivo poeta africano, e adulatore, lodando Giustino II, il quale succeduto a Giustiniano fece alquante restituzioni. Gregorio Turonese ha tenuta memoria di Giuliana