Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/128

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108 GUERRE PERSIANE

mano stabilitosi in Aduli, città di Etiopia, per esercitarvi la mercatura.

III. Ellisteo adunque alla notizia dell’avvenuto, mise in punto tre mila guerrieri, ed inviolli sotto gli ordini d’ un suo affine a gastigare l’oltraggio fatto ad Esimifeo. Ma pur essi, allettati dalla ubertà dell’ omeritico suolo, più non curaronsi di ripatriare, e venuti ad un segreto parlamento con Abramo uccisero nella pugna il duce loro, e quindi passarono alle truppe nemiche. Il re degli Etiopi allora disdegnando tanta perfidia vi mandò un nuovo esercito, il quale toccato avendo una sconfitta fu nella dura necessità di subito ritirarsi. Bastò all’etiope monarca il danno sofferto per non guerreggiare più oltre gli Omeriti, e morendosi poco di poi fornì mezzo ad Abramo di rassodarsi tranquillamente nel regno col pagare annuo tributo al successore di lui; ma tali bisogne accaddero in progresso di tempo.

IV. Nel mentre che Ellisteo governava gli Etiopi ed Esimifeo gli Omeriti Giustiniano spedì loro un ambasciadore nomato Giuliano, per averne soccorso, in virtù dei mutui legami di religione, contro i Persiani. Consigliava inoltre i primi di comperare la seta indiana e venderla poscia ai Romani, il quale commercio assai varrebbe loro, quando per lo contrario la gente sua riporterebbene l’unico vantaggio d’uscire della necessità d’inviar danaro ai proprj nemici. Esortava finalmente gli Omeriti a riporre il fuggitivo Carso nella filarchia de’Maddeni, ed a scorrere armatamano la Persia con esercito di lor nazionali e di Romani. La prosapia di Carso era stata in addietro al possesso di quel-