Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/140

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120 GUERRE PERSIANE

stessi della sentenza. Da lì a non molto Cavado figlio di Bazes, o altri che simigliantissime avevane le forme, arrivò in Bizanzio, ed in considerazione dell’ avo fu magnificamente accolto ed onorato da Giustiniano.

IV. Mebode eziandio non guari dopo ebbe morte dal re, il quale volendogli parlare di cosa necessaria e di molta conseguenza mandò il zabergan a rintracciarne. Questi, nemico suo di vecchia data, trovatolo ad esercitare le truppe dissegli il comando: e l’altro rispose che v’andrebbe terminata appena l’instruzione. Ma il messo accecato dall’odio esageronne le parole, riferendo in vece ch’e’ non pensava di moversi sotto pretesto di accudire ad altre faccende. Cosroe, uditele, preso da eccessivo sdegno fecegli per uno de’ suoi uffiziali intimare di portarsi al tripode, e che ciò sia vo a darne la spiegazione. Havvi all’entrata della reggia persiana un tripode di ferro su cui vanno a sedere tutti coloro che caddero in disgrazia somma del monarca, per attendervi nel generale abbandono la propria condanna, vietando le leggi di cercare asilo nei tempj. Mebode vi sedé molti giorni in triste e pietosa condizione, e quindi fu spento per opera di mano inviatagli dal re, riportando questa mercede i tanti ed illustri servigi suoi1.

  1. (1) E perché non dire i cattivi uffizj renduti a Serse presso Cavado? V. cap. 11, $ 9.

    Or se becca è ribeccato poi
    Guardiam che un altro non ribecchi noi.