Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/144

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124 GUERRE PERSIANE

presso i Latini giureconsulto. Il primo, ignorantissimo affatto delle arti liberali e privo d’ogni cultura dello spirito, non avea riportato dalle scuole altro profitto che quello di malamente scrivere; la gagliardia però del corpo, il più robusto di quanti mai a nostra saputa esistessero, la scaltrezza nel cogliere gli avvantaggi dei tempi, e l’attitudine agli scabrosi maneggi supplivano in lui il difetto della dottrina. Questi pregj tuttavia non bastavano a far dimenticare gli enormissimi suoi vizj; imperciocchè iniquo e malfacente di natura, senza timore alcuno del Nume o risguardo per gli uomini, riputava un vero niente la costoro vita e la rovina della città. Divenuto in cotal guisa possessore di molte ricchezze, e nato fatto per ammassarne comunque e profonderle, contaminò sua vita d’ogni maniera di stravizzi, scudo intemperantissimo in ispecie nel bere e nel mangiare al che poscia con provocato recere soccorreva; tale si era perfettamente Giovanni1. Triboniano al contrario aveva tratto miglior partito da suoi talenti, a veruno secondo nella educazione e nella maestria di qualsivoglia scienza ed arte, ma sì peccava d’avarizia che il trovavi ognora apparecchiato a difendere l’utile contro l’onesto, ed a promulgare od abolir leggi in ordine alle varie circostanze di coloro che imploravano con danaro il suo patrocinio2. Ora il

  1. (1) A vie meglio conoscere costui si potrà leggere l’Appendice del cav. Compagnoni, impressa di seguito alla traduzione del testo nella Storia Segreta.
  2. (2) Quanto poi foss’egli eccellente nell’arte dell’adulazione si argomenterà di leggieri dall’aver dichiarato un dì a Giustinia-