Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/224

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202 GUERRE PERSIANE

presagio fatto agli Antiocheni1 sotto Anastasio imperatore. Surse allora impetuosissimo vento, che scosse la borgata Dafne, e svelse que’ grandi cipressi intangibiii per divieto sovrano dal ferro. Regnando il successor di lui, Giustino, soggiacque la città ad un tremuoto, il quale atterronne le migliori fabbriche, e diede morte, se la narrazione merita fede, a trenta mila de’ suoi abitatori2, ma nelle ultime sofferte vicende fu da imo a sommo distrutta; e con ciò termina la istoria di sue sciagure.

II. Belisario tra tanto rivenne dall'Italia in Bizanzio, chiamatovi dall’imperatore, e col principio della primavera ebbe la capitananza dell’esercito contro i Persiani, dove presero egualmente parte molti altri duci portati seco, ed in ispecie Valeriano, tra essi, fu eletto a condottiero degli Armeni. Martino al primo grido della nemica scorreria era stato mandato nell'oriente, e perciò Cosroe trovollo in Dara come per noi si disse3.

III. Il solo Vitige poi di tutti i Goti non abbandonò Bizanzio, avvegnachè ogni altro seguitato avesse Belisario. In questo mezzo l’ambasciator suo ch’erasi arrogato il carattere episcopale4 morì in Persia ed il compagno proseguiva a rimanervi; ma l'interpetre loro nel retrocedere fu imprigionato da Giovanni e rinchiuso entro Costantina, dove minutamente appalesò tutti gli ingan-

  1. (1) V. il cap. 10 di questo libro.
  2. (2) Anno dell’era volgare 529, e 2.° di Giustiniano imp.
  3. (3) V. cap. 13, § 5, di questo libro.
  4. (4) V. il cap. 2 di questo libro.