Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/232

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210 GUERRE PERSIANE

esplorare il paese, volendo quivi combattere il nemico, se il vedesse tentare qualche nuova scorreria nel suolo romano. Tornati gli esploratori colla riferta che non aveavi a temere sendo l’animo di Cosroe tutto immerso nella guerra unnica, egli si propose di oltrepassare coll’intiero esercito i proprj confini, incitatovi maggiormente dall’udire prossimo Areta in suo aiuto con grande caterva di Saraceni, e dagl’imperiali spacci che ordinavangli di tosto assalire le terre persiane; avanti però di levare il campo ragunò i capitani presso a Dara e siffattamente arringolli:

II. « Emmi da gran pezza noto, o miei commilitoni, il profondo saper vostro nell’ arte della guerra, il perché non vi ho qui raccolti per esortarvi a far cuore contro i nemici, vivendo nella pienissima certezza che non v’ha mestieri con voi di simiglianti modi a rendervi più arditi; ma ora meco vi volli acciocché possiamo insiememente deliberare, innanzi di por mano all’opera, sulla scelta infra tutte le cose di quelle migliori e più utili al nostro imperatore; giacché di tali faccende ove condotte sieno da sano e maturo consiglio pervenir sogliono più agevolmente a felice meta. Se non che prima di vestire il carattere di consiglieri dovete spogliarvi d’ogni tema e rispetto, spesso avvenendo che la nostra mente sopraffatta da quella più non discerna le cose migliori, ed impedita da questo ceda all’altrui opinione, lasciandosi abbagliare dalla menzognera apparenza di un bene reale. Che se credete già fatta qualche risoluzione sulle presenti bisogna o dall’imperatore o da me ritraetevi