Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/234

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212 GUERRE PERSIANE

lieve rimprovero dall’imperatore, aggravandoli di avere abbandonato quelle provincie commesse alla loro difesa, e con questa coverta rifiutavansi di seguire l’esercito. Ma Belisario dimostrò com’e’ vivessero nell’inganno, dacchè era già pervenuto il solstizio estivo, tempo consacrato dai Saraceni, pel corso d’un bimestre, ad offrir vittime ai Numi, tenendosi in quel mentre lontani da ogni guerresca impresa; assicurolli eziandio che prima dei quaranta giorni e’ tornerebbero indietro, ed in simigliante modo riuscì a persuaderli di non separarsi dagli altri. Dopo di che attese con molta premura, ad accumulare la necessaria vittuaglia.

CAPO XVII.
Entrata di Cosroe nella Colchìde ed ubbidienza prestatagli dal re Gubaze. — Assedio della città di Pietra con grave perdita delle truppe reali. — Minata, arrendesi per capitolazione.

I. Cosroe passata l’Iberia e giunto sulle frontiere de’ Colchi pose mano ad atterrare gli alberi, gittandoli nei precipizi, e ad aprirsi una via per quei luoghi sino allora inaccessibili 1. Pervenuto quindi nel mezzo del

    tese, o Eufratasia : ora le sole due prime sue parti, e qui è uopo attenersi al secondo. Nei Libri santi del resto tutta la Siria è detta Aram, e dagli Arabi Sham, che noi tradurremmo la sinistra, tale essendone la posizione, guardando il levante, pel rapporto all’Arabia.

  1. (1) V. cap. 14, § 3, di questo libro.