Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/24

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4 GUERRE PERSIANE

mente le cose, lauda i soli nostri antenati, e punto non istima le nuove scoperte a perfezionamento delle arti. Dopo di che è uopo confessare le geste portentosissime operate in queste ultime guerre, e nel riferirle io prenderò le mosse da quelle de’ Romani co’ Medi, svariatissime nelle riuscite loro, rintracciandone il filo alquanto più indietro.


CAPO II.

L’imperatore Arcadio, lascia, testando, la tutela del figliuol suo Teodosio al persiano monarca Isdigerte. — Questi l’accetta, e con maravigliosa fedeltà ne compie i doveri. — Vararane, successore d’Isdigerte, mette piede sulle terre imperiali. — Anatolio, condottiero delle romane truppe in oriente, presentatoglisi, ottiene la pace.

I.1 Arcadio imperatore giunto, in Bizanzio, dappresso al morire, e volgendo l’animo al figliuol suo Teodosio ancor bambino, pensava il da farsi per meglio provvedere a lui ed alle pubbliche bisogna. Conciossiachè dandogli un compagno nel comando temea fregiare della reale dignità un futuro nemico del proprio sangue, e lasciandolo solo in trono forte paventava non molti abusassero della costui tenerissima età per tramargli congiure, insidiarne la vita, ed impossessarsi del potere supremo2. Ed i suoi dubbj addivenivano

  1. Queste guerre comprendono un periodo di cento quaranta due anni, ciò è dal 407 al 549 dell’era volgare.
  2. Troveremo benissimo fondati i timori di questo monarca se daremci la pena di richiamare alla nostra memoria, tra i