Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/28

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8 GUERRE PERSIANE

cittadetta chiamata Gorgo1; il perchè vengono a frequenti risse tra loro a fine di sostenere i diritti delle proprie terre. Non menano vita errante o pastorale siccome gli altri Unni, ma fissata lor dimora in ubertosa regione quivi rimangonsi, nè scorrazzano tampoco mai gli stati imperiali se non se in compagnia de’ Persiani. Hanno di più, soli tra gli Unni, carnagione bianca e non brutte forme, nè seguono l’unnica usanza di condurre vita ferina. Monarchico è il governo loro e retto da savie leggi; oltre di che non meno dei Romani e di qualsivoglia altro popolo osservano in patria la giustizia e la santità dei trattati. Quelli infine di essi che hanno miglior fortuna siedono cotidianamente alla mensa in compagnia sin di venti amici e tal volta d’un numero maggiore, e dividonvi il danaro ed ogni loro agiatezza, se non che morendone alcuno, la schiera degli amici suoi fassi viva interrare con lui2.

  1. Questa città non sarebbe forse posta entro i confini del Kharasm, e nomata Corgang dai geografi antichi, ed Urghens dai moderni?
  2. Stobeo riferisce una molto simile costumanza de’ Taurii; ecco le sue parole: «I Taurii, scitica gente, seppelliscono insieme co’ re loro i più bene affetti amici di lui. Il monarca poi, morto l’amico, recidesi o una parte, o l’orecchio intiero, secondo il merito del trapassato». Plutarco parimente ha qualche cosa dell’egual tenore nella Vita di Sertorio, e la dice consuetudine degli Iberi. Cesare narra di aver trovato nelle Gallie che taluni si uccidevano alla morte del capo o signor loro. Erodoto in fine ciò che dice Stobeo de’ Taurii lo attribuisce ai Trausii, quindi è che il Coray vorrebbe mutare la voce Taurii di questo scrittore in Trausii o Trausiani; ma il chiarissimo ellenista Mustoxidi, contro la sentenza del prefato autore francese, amerebbe leggere Caucasiani (V. Erodoto, lib. v, testo e note).