Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/29

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LIBRO PRIMO 9


III. Mossosi adunque Perozo contro degli Eutaliti ebbe a compagno Eusebio ambasciadore di Zenone1. I nemici al comparire dell’esercito persiano mentendo timore prendono la fuga, e con veloce passo aggiungono tal vallea attorniata da scoscesi monti coperti di alberi: appresentavasi nondimeno allo sguardo nel mezzo di essi una via molto larga ma priva d’uscita, avente a termine il giro stesso de’ poggi; ed il re lunge dal paventare inganni calcando suolo nemico, va oltre. Quei però degli Unni i quali avean simulato la fuga erano di numero ben inferiori a quanti rimanevansi celati sull’alpestre giogaia alle terga dei Medi, nè si manifestavano tuttavia, desiderosi di vedere il Persiano ancor più trascorso là entro, da dove quindi mancherebbegli ogni via di salvezza. Il reale esercito non conobbe il pericolo che quando esso fu evidente, e pur allora nessuno ebbe animo di appalesare al condottiero, riveritissimo dalle truppe, la sua tema; da ultimo però si rivolse all’ambasciadore Eusebio pregandolo di svelare al re la imminente sciagura, e di persuaderlo che provedesse alla comune salute anzi che esporre cotanto popolo a fare sì intempestivamente pruova di valore.

IV. Or quegli presentatosi al monarca non gli scoprì di subito il grave rischio in che era, ma con un apologo diede principio al suo discorso: «Già tempo, di-

  1. Flavio Zenone Isaurico ascese il trono orientale nell’anno 474 dell’era volgare, fu deposto nell’anno seguente da Flavio Basilio, e quindi riprese la corona del 476, conservandola per 15 anni, allo spirare de’ quali avvenne la sua morte.