Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/30

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10 GUERRE PERSIANE

ceva, non so che leone scontratosi ad un belante capro appeso in alto luogo, spiccovvi un salto per gola di sbranarne le deliziosissime carni; ma fallitogli lo intendimento suo precipitò entro altissima buca di forma circolare e di molto angusta apertura, fatta così a bella posta dal padrone del capro ». Perozo udita la istoriella cominciò a temere non si fosse tropp’oltre spinto a suo danno inseguendo il nemico, ed arrestatosi immediatamente volse l’animo a deliberare sulle presenti bisogne. Intrattanto però gli Unni, che occupavagli dalle spalle le gole dei monti acciò non avesse più ritirata, manifestaronsi, ed i Medi veduto l'estremo pericolo deposero, piangendo lor triste ventura, ogni speranza di salute.

V. In questo mezzo il re degli Eutaliti1 mandò a rimproverare il condottiero nemico della temerità usata nell'incalzare i fuggenti, tradendo con grave disdoro sé stesso e tutto il suo popolo, e ad accordargli la vita quand’e’ promettesse adorarlo come signor suo, e sagramentassegli che i Persiani da quinci innanzi più non guerreggerebbero gli Unni. Il vinto, dato orecchio alle parole del vincitore, interrogò i maghi di sua corte se potesse consentirvi, e questi risposero non occorrergli quanto e al giuramento consiglio stando in suo pieno arbitrio il compierlo, quanto poi al resto volersi provvedere con doppiezza. E siccome la persiana legge comanda che si adori unicamente il Sole, così per non trasgredirla egli sen vada in sul mattino al re degli Eutaliti, e voltosi

  1. (1) Efialano era il suo nome.