Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/322

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298 GUERRE VANDALICHE

fette persone ad amicarseli entrambi col mostrar loro che venendo nell’Africa potrebbon godersela tripartita, e confederati insieme aitarsi a vicenda nel respignere chiunque ardisse molestarli. I Vandali, aderito di buonissimo grado alla proposta e valicato lo stretto d’Ercole1, occuparono quella regione lasciando che i Visigoti rendessersi quindi padroni della Spagna. In Roma però gli amici del ribello, guardando all'avvenuto ed alla costante sua fede al monarca, non poteano riaversi dallo stupore, e sin taluni di loro viaggiarono ad insinuazione di Placidia stessa in Cartagine per seco lui abboccarsi: e com’ebbero esaminato il carteggio e scoperto Aezio traditore fannosi nuovamente indietro per disvelare tutta la bisogna all'imperial genitrice, asserendole Bonifacio reo di colpa non sua. L’Augusta allora punta nel vivo s’infinse col perfido, nè lo rimproverò delle tante ribalderie contro il figliuolo, mirandolo alla testa dell’esercito e d’una repubblica travagliatissima a que’ dì; ma levatene gravi querele co’ partigiani di Bonifacio, e loro appalesato il tutto giurò voler essere grata a costui, s'e' riuscissero a distorlo da quel proposito, ciò è dal permettere che l'imperio addivenga per cagion sua proprietà dei barbari. A tale riferta il prefetto ebbe rimordimento dell’operato con troppa fidanza e precipitazione, e detestando la già conchiusa lega prese a tentare con molte migliaia di nummi se i Vandali partirebbonsi dall’Africa; rinvenutili però di tutt'altro parere, e riportandone di soprappiù beffe ed ol-

  1. (1) Oggi stretto di Gibilterra.