Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/326

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302 GUERRE VANDALICHE

festivo anniversario dai Romani1. Valentiniano invaghitosi della costui moglie di grandissima onestà e bellezza, e disperando averne l'affetto, studiossi compiere i suoi desiderj con abbominevol arte; imperciocchè mandato ordine a Massimo di tosto presentarglisi nella reggia, e preso a giuocar seco ai dadi, con invito di danaro, il vinse, e giusta il pattuito dapprima tra loro, in isconto delle poste ebbene l’anello, che fe segretamente ed a nome del consorte pervenire alla matrona, sollecitandola di portarsi appena ricevuto quel segno alla corte per salutarvi l'imperatrice Eudossia. Ella obbedisce, ed al suo arrivo è accolta da persone complici del tradimento, e condotta a diritto nel gineceo, dove pronto giugne Valentiniano ad incontrarla per eseguire la ordita trama. La meschina tornata quindi alla sua abitazione mesta lagrimava il sofferto oltraggio, e corrucciavasi acerbamente al marito supponendolo partecipe di tanto delitto. Massimo ribollente d'ira medita vendicarsi coll’offensore, ma trovando grave ostacolo a’ suoi divisamenti nel duce supremo, in molta estipazione allora per una segnalatissima vittoria riportata sopra Attila condottiero d’un poderoso esercito di Massageti e di Sciti contro i Romani, pensò torre a costui in anticipazione ogni lode e merito derivatigli da quelle imprese rendendolo sospetto al monarca; ed

  1. (1) Anno dell’era volgare 383 e settimo dell'imperio di Teodosio I. Fu sconfitto il tiranno presso Aquileia; e spogliatolo dalle imperiali insegne soggiacque al taglio della testa.