Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/338

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312 GUERRE VANDALICHE

per terra colle truppe verso Cartagine; così ebbe principio quella guerra.

IV. Tra questo mezzo Basilisco approdò con tutto il suo navilio ad una cittadetta soli dugento ottanta stadj lontana da Cartagine, ed Ermea nomata da un tempio ab antico erettovi a questo nume1. Ora se il duce, in cambio di temporeggiare, fosse di lancio andato contro la metropoli avrebbene per certo espugnate le mura e ridotto i barbari in servitù, essendosi Gizerico, all’udire la perdita della Sardegna e di Tripoli ed al mirare la formidabile armata navale de’Romani, lasciato sorprendere da grave spavento di Leone imperatore, giudicandolo principe invittissimo e di una insuperabile potenza; ma il lento procedere e la pigrizia del romano duce, o se pur vuoi il suo tradimento fe perdere la opportunità di sì grande vittoria. Imperciocchè il barbaro vedutane la trascuraggine subitamente arma tutto il suo popolo e ne riempie le navi maggiori; fatta quindi approntare quantità di barche vuote, destinate pur queste a tener dietro le prime, spedisce al nemico per averne soli cinque giorni di tregua, nel correre dei quali risolverebbe se obbedir debba a Leone e venire agli accordi seco; taluni però vorrebbero che inviasse a mer-

    lui posteriori tutti gli storici che in simigliante guisa la chiamano. Dalla regione in processo di tempo il nome passò, non potendosene determinare il quando, a una delle sue principali città, forse Sabrata o Oea, l'una delle quali ridotta poscia a borgata, Tripoli vecchia, colle sue rovine accrebbe la potenza dell’altra, che principiò corseggiando a molestare i cristiani.

  1. (1) Mercurio.