Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/349

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LIBRO PRIMO 523

diligenza e pietà emendavano. Gabaone poi udendole vicine muove ad incontrarle coll’esercito, e fermatosi in opportuno luogo circondalo, meglio che di steccato, de' suoi cammelli, ponendone dodici alla fronte. Colloca quindi nel meno del campo insiem col tesoro le donne, i fanciulli ed ogni altra gente imbelle, e fatti imbracciare gli scudi alla truppa schierala ai piè delle belve. A tale ordinanza degli Africani i Vandali non seppero da che parte assalìrli, imperciocchè mancavano di frombolieri, di arcadori e sin di fanti che appiccassero la pugna, non essendo in realtà che una turba di cavalieri armati il più di lance e spade, inetti per ciò ad offendere comunque da lontano, i loro cavalli d'altronde spaventatisi alla vista de'cammelli ricusavano di farsi innanzi: toccarono adunque mercè delle narrate disposisioni una grandissima sconfitta, venendo per ogni dove oppressi da un continuo nembo di nemiche frecce. Trasamondo poco dopo ricevuta questa rotta dagli Africani morì, avendo regnato ventisette anni.

CAPO IX.


Ilderìco successore di Trasamondo. — Imprigionato, perde il regno per congiura tramatagli da Gilimero. — Lettere di Giustiniano a costui; risposta. — Giustiniano risolve guerreggiare i Vandali.

I. Venne di poi il regno a Ilderico figliuolo di Onorico e nipote di Gizerico, sotto il cui mite governo scomparve