Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/348

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322 GUERRE VANDALICHE

l'assalimento loro. Prima di tutto fe comando a sua gente che si guardasse dal commettere delitti, dall’usar troppo dilicati cibi ed avere dimestichezze con donne; le impose oltracciò di formare due valli, in una de’ quali rinserrerebbesi egli coll’esercito, e nel secondo chiuderebbe tutto il sesso femminile, con pena di morte a chiunque osasse accostarvisi. Mandò in fine alcuni esploratori sulla via di Cartagine ordinando loro che se i Vaudali nel marciare coll'esercito profanassero le cristiane chiese, e’ darebbonsi, partiti gli empj, subito ad operare in affatto contraria guisa, porgandole cioè da ogni immondizia; ed aggiugneva non essere fuor di proposito il far tributo di venerazione al costoro Iddio; imperciocchè sendo egli, qual si ritiene, pietoso, armerassi di sdegno contro i suoi profanatori, e favoreggerà chi studia onorarlo. Pervenuti adunque gl’inviati suoi in quel de’ nemici, e vedendo l'esercito marciare alla volta di Tripoli seguironlo sotto umil abito e forma. I Vandali messo piede nella prima stazione corrono subito ad albergare co’ loro cavalli per entro i tempj, non risparmiando contumelia al Nume ed alla sua casa, e prendendo sino a percuotere dalle terga i sacri ministri acciocchè alla foggia di vili scbiavi occupassersi de’servigi loro. Ma al partir delle truppe incontanente gli altri, fedeli agli ordini di Gabaone, purificavan que' luoghi dal letame e da ogni sozzurra, e vi abbruciavano aromi; adoranne parimenti i sacerdoti avuti da prima a scherno, e limosinano i mendichi giacenti alle sante porte: così, tenendosi lungo tutto il cammino presso delle truppe, il male operar loro con ogni