Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/367

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LIBRO PRIMO 341

dai nemici e valoroso, non si presenta con mani pure a combatterli, un nulla essendo il coraggio dalla giustizia disgiunto ». Dopo quest’ammonizione tutto l’esercito convinto dell’equità di essa e preso da timore, avendo innanzi agli occhi l’eseguita sentenza, pensò tosto a moderarsi ed a vivere in buona armonia, certo di non patire ingiustizie sotto la obbedienza d’un tanto duce.


CAPO XIII.
Belisario attende grandemente al benessere dell’armata di mare. — Molti soldati vittime dell’avarizia di Giovanni prefetto del pretorio. — Avvedimento di Antonina consorte di Belisario perchè sul mare non si guastasse l’acqua potabile.

I. Terminate queste faccende Belisario pose ogni studio acciocchè le navi sempre veleggiassero di conserva, ed apportassero tutte in un medesimo luogo, di leggieri occorrendo, ove sieno in gran numero, che le une discostinsi dalle altre, massime quando sorgano contrari venti; ed a prevenire tale disordine avvisò mezzo opportunissimo il destinarne alcune a tracciare, siccome guide, la via all’intiero lor novero. Fece pertanto alla capitana e a due altre montate dai primi duci tingere col minio le più alte parti delle vele ed attaccare dei fanali alla cima degli alberi, affinché rendute visibili di giorno e di notte fossero segno a quelle indietro per non isgarrare dal cammino; e’ volle inoltre che lo sciogliere dell’ancora venisse annunziato