Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/38

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18 GUERRE PERSIANE

parimente una singolare circostanza che si uscì del precetto.

IV. In epoche lontane, riferisce la stessa, fuvvi ostinata guerra pel corso di trentadue anni tra Persiani ed Armeni, questi capitanati da Arsace di schiatta arsacida1, e gli altri da Pacoro. Ed avvegnachè la sua durata recasse danni sommi ad amendue le parti, l’Armenia in preferenza v’andò colla peggio; siffattamente poi i due competitori perduto aveano ogni scambievole assicuranza che fin le ambascerie erano tra loro interdette. Datisi però intanto i Persiani a guerreggiare altra gente prossimana agli Armeni, questi in pruova di aver cessato l’antico sdegno, e che bramavano ricuperarne l’amicizia, deliberarono scorrere il tener di que’ barbari, ed accintisi all’opera, mandatone prima avviso a Pacoro, tutti passaronli a fil di spada senza perdonare ad età o sesso. Il re persiano sorpreso dell’avvenuto spedì pregando Arsace che si portasse da lui, ed arrivato lo accolse urbanissimamente, e trattollo

  1. (1) Così il N. A. negli Edifizj ( lib. iii ) : «Dopo che Alessandro il macedone levò di mezzo il re de’ Persiani, questi stettero fermi sotto il giogo straniero; ma i Parti ribellaronsi ai Macedoni, ed avendoli vinti li cacciarono, e stesero la loro dominazione sino al fiume Tigri. I Persiani di poi furono soggetti ai Parti per 500 anni, sino cioè al tempo in cui Alessandro figliuolo di Mamnea tenne il romano imperio. Allora uno de’ re parti costituì suo fratello Arsace re degli Armeni, siccome la storia di questi riferisce. Nè credasi già che gli Arsacidi fossero originarj di Armenia, bensì per cinque secoli mantennero pacifici la parentela colla famiglia che regnava in Persia».