Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/422

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398 GUERRE VANDALICHE

nelle molte scorrerie per lunga serie d'anni dalle imperiali terre; oltre di che assai pur ne ritraevano da quella doviziosissima regione senza mandarne al di fuori per sovvenire ai loro bisogni, ricchi d'ogni maniera di vittuaglia entro i propri confini; così quanto avevano accumulato pel corso di novantacinque anni, loro dimora in Africa, tutto cadde in un sol momento nelle mani del vincitore. Questa giornata campale, il macello de' fuggitivi ed il sacco delle trincee avvennero tre mesi dopo l'entrata de'Romani in Cartagine, segnando la metà sua dicembre.


C A P O IV.
Belisario sgrida le truppe di soverchio sbandatesi nel predare. — Gilimero incalzato da Giovanni — Costui morte per la imprudenza di Uliare. — E sepolcro dotato di annua rendita. — Il re vandalo campa la vita sul monte Papua. — Faras lo assedia. — Il romano duce ne prende i tesori.

I. Belisario visto al suo tornare tutto l'esercito sbandato e privo d'ogni disciplina molto crucciossi paventando non il nemico, raccozzatosi tra la notte, sorprendesselo insidiosamente e con grave danno; ed il vero se costui recato avesse comunque ad effetto la bisogna nessun Romano sarebbe, a mio avviso, andato esente da pericolo. Imperciocchè i soldati, poverissimi di lor condizione, avvenutisi a tante ricchezze su cui porre liberamente le mani, ed a sì pregiati e ornatissimi corpi non seppero affatto moderare la sua cupi-