Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/43

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LIBRO PRIMO 33

strieri. Cavado pertanto, convenuto una notte colla donna di cambiare lor vesti e di lasciarla in sua vece là entro, se ne fuggì per mezzo le guardie sotto mentita femminile sembianza. E pur quando la dimane questi videro nella prigione colei ricoperta degli abiti maritali pensarono tuttavia guardare il fuggitivo, e molti giorni stettersi nell’errore, potendo intrattanto quegli procedere in lontano paese. Non saprei qui ridire allo scoprirsi della frode la sorte che sovrastò alla complice, e quale gastigo ella ne riportasse, tenendo i Persiani segretissime le cose loro; e ciò basta perché m'abbia anch’io da tacere.

II. Cavado tra questo mezzo con Seose al fianco pervenne sconosciuto nel paese degli Unni Eutaliti, dove, sposata la figliuola del re, fece leva di forte esercito alla testa del quale ricomparve in Persia, formidabile a’suoi nemici per modo che non osarono opporgli la menoma resistenza. Entrato quindi in una provincia sotto gli ordini di Gusanascade, voltosi ad alcuni degli amici suoi ne promise spensieratamente il comando a chi primo in quel giorno il salutasse re. Ma uscitegli appena di bocca tali parole ebbene pentimento, vietando le persiane leggi che si levi di carica una famiglia per surrogarvene altra non affine con lei. E temeva aduuque ricevere il saluto da persona non congiunta di parentado al governatore, e ridursi cosi alla trasgressione d'una legge per non ismentire la fatta promessa; una opportuna occasione però mentre a ciò ripensava appianogli la via di compiere entrambe. A-