Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/455

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LIBRO SECONDO 431

nime sopra ogni altro popolo nella guerra, venendo in campo la maggior parte ignudi, pochi armati di scudo, pesantissimo quello pure, lavorato da inesperte mani, ed inetto a ribalzare l'avventatogli saettame; portar ciascheduno seco due soli dardi, cosicchè ove lanciandoli falliscano il colpo di necessità volgonsi in precipitosa fuga. Se pertanto sosterrete con buona guardia il primo impeto loro, di leggieri la vittoria coronerà le vostre fatiche. Senza che non li superate voi in ben mille doppj nelle armi, nella perfezione e robustezza del corpo, nel valore degli animi, e nella militare disciplina? ed a vie maggiormente incoraggiarvi non avrà possa alcuna la memoria degli or ora conseguiti trionfi? Di tali e sì grandi vantaggi mancando in fe mia al nemico il vedete ridotto a riporre nel solo numero ogni sua speranza: inetti però alla guerra, sieno pur eglino in copia comunque, rimarranno a bell’agio sopraffatti dai pochi, ma pronti a qualsivoglia cimento, fidando l'intrepido guerriero nel proprio valore, ed il codardo nell'altrui; gli eserciti immensi di più soggiacciono spesso a gravi danni merce degli stretti e pericolosi terreni. Ridetevi sì anche di que' loro camelli, disadatti a coprire gli ordini de’ combattenti, e frequentissima cagione, feriti e ributtati, di terrore e scompiglio a chi ne usa. Un bene poi, anzi un nostro gran bene e che i Maurusii insuperbiscano de’felici successi none guari avuti, sendo per verità utilissima l'audacia quando proceda a pie pari col valore, ma se piglia a soverchiarlo e certa guida a un