Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/456

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432 GUERRE VANDALICHE

pericolo manifesto. Imprimete negli animi vostri le mie parole, e pieni d’un nobile disprezzo, silenziosi, e fermi nella vostra ordinanza attendete l'imminente pugna ». Qui tacque Salomone.

IV. Allora i duci maurusii accortisi che lor truppe allibivano alla bella ordinanza de’Romani, principiarono anch’essi ad incoraggiarle con esortazioni dicendo: «Che i nemici forniti sieno di corpi mortali e vulnerabili dal ferro noi poc’anzi l’apparammo, o commilitoni, facendo ai più gagliardi tra loro colle nostre lance mordere il suolo, e ad altri incontrare la prigionia. Schierati quindi per combatterli nuovamente andiam pur lieti alla pugna mirandoci superiori e non poco nel numero; ma insieme sovvengavi essere di gran pezza maggiore l’importanza di questo cimento, dal suo esito dipendendo o il rendere l'Africa intiera a noi soggetta, o il servire noi stessi all’orgoglio romano. Sovrastando pertanto gravissimo pericolo a tutta la repubblica nostra dobbiamo affatto spogliarci d’ogni codardia, e non paventare in ispecie quelle nemiche armature. Venganci pur contro i fanti loro carichi di armi pesantissime, e noi molto più leggieri e destri assai probabilmente li sconfiggeremo; si tenti rompere le nostre file coll’urto de’ cavalli, ma questi, inorriditi all'aspetto ed agli urli de’ camelli, e messi in iscompiglio, andranno a rovesciare gli stessi ordini loro: e’ vivono in grand'errore se credonsi invitti, perchè negli ultimi tempi espugnarono i Vandali, come se tutto il buon successo della guerra non dipendesse dalla bravura del capitano, o dall’avere propizia