Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/494

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
470 GUERRE VANDALICHE

gli accampamenti nemici, e di poi Salomone, tenendo non ispediente lo abbandonare al tutto l'Aurasio, ordinò che venisse racconciato il forte e munito di presidio, acciocchè i barbari più non tentassero di là nuove guerre contro i Romani.

IV. Su questa montagna poi tra gli alti burroni sorge un dirupato scoglio, detto in que’luoghi Pietra di Geminiano, dove gli antichi aveano eretto una torricella perchè fosse loro in ogni sinistro d’inespugnabile asilo, e quivi appunto Iabda qualche giorno prima trasportato avea insiem colle donne i suoi tesori, dandone la custodia a un vecchio maurusio, persuasissimo che giammai perverrebbonvi i nemici, e ben meno riuscirebbero ad occuparla. Superatesi non pertanto dai Romani tutte le malagevolezze di quel monte, un costoro soldato asceso lo scoglio procacciava quasi per giuoco di salire la torre, eccitando le risa del vecchio e delle donne, come ch’e’ pazzamente desse opera ad impresa di gran lunga maggiore delle sue forze. Tuttavia il prode aggraticciandosi colle mani e co’ piedi a poco a poco tocconne la sommità, e nudato il ferro recise d’un colpo la testa al vecchio. Gli altri soldati allora pieni di giubilo e di fiducia soccorrendosi a vicenda montaronla, e fecero bottino delle donne e de’grandissimi tesori, che furono in parte da Salomone adoperati a ricingere di mura molte delle città africane.

V. Il duce inoltre vinti dappertutto, come scrivea, i Maurusii e - costrettili a ricoverare presso i Numidi,fece tributaria dell’imperio la provincia di Ze-