Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/62

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42 GUERRE PERSIANE

sessore in possessore, capitarono alla per fine sotto il dominio di Ambazuco1, unno ed amico intimo dei Romani.

II. Arrivato questi alla decrepitezza, e vedendo assai vicino il morir suo mandò offerendole ad Anastasio per qualche danaro. Ma l’imperatore, assuefatto a ben ponderare ogni sua azione, considerando malagevol cosa di mantenere un presidio in paese deserto, sterile ed assai lontano, ringraziò l'Unno dell'amichevole proposta senz’accettarla.

III. Morto ben presto Ambazuco di malattia, Cavado, mandatane fuori la prole, usurpossi il dominio di quelle Porte.

IV. Conchiusa da que' di Persia la tregua co’ Romani2, l'imperatore Anastasio fortificò il borgo Dara convertendolo in bellissima città, e dando a questa il nome suo3. Da lei a Nisibi è la distanza di novantotto

  1. (1) In uno scritto armeno ha nome Hounora-Kert.
  2. (2) Anni dell’era volgare 510.
  3. (3) Cosi il N. A. parla nel libro degli Edifizj di tal fortificazione : « Per questo (temendo cioè non i Persiani fatta di subito pace cogli Unni venissero a molestarli nell’opera loro) i Romani affrettandosi fecero le mura, che doveano essere pe’ nemici inespugnabili, alte appena quanto bastasse; e non avean ben disposte nel debit’ordine le pietre, non secondo la giust’arte costrutto il lavoro, e nemmeno i materiali bene uniti colla calce. Laonde parecchie torri non potendo resistere né alle nevi, né ai cocenti calori del sole, pel cattivo modo con cui si era fabbricato, in breve tempo sdruscirono ». Dara è città della Mesopotamia, al mezzogiorno dell’Osroene e pochi stadj lontana dai Nisibi. Sotto l’imperatore Giustino II essa fu